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Il mondo è scosso dalla “guerra a pezzi”, ma la pace è possibile

L’attacco notturno con cui gli Stati Uniti hanno ucciso, sul suolo dell’Iraq, il generale Qassem Soleimani, insieme a diversi collaboratori iraniani e iracheni, ha messo in allarme il mondo intero. 

L’ordine di uccidere il generale iraniano è stato impartito direttamente dal Presidente americano. Mai il confronto tra Usa e Iran era arrivato ad un punto di tensione così alto. Con il rischio che una eventuale guerra regionale possa scatenare un conflitto mondiale. 

Mentre alle Nazioni Unite e nelle diplomazie dei più importanti Paesi si discute quale potrebbero essere gli effetti di questa azione militare, molti hanno ripensato a quello che papa Francesco aveva detto fin dall’inizio del suo pontificato.

Era il 25 agosto del 2014 quando il Pontefice, di ritorno dal viaggio in Corea del Sud, disse chiaramente per la prima volta: «Siamo entrati nella Terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti, a capitoli».

Una “guerra mondiale a pezzi” che il Papa ha menzionato più volte.

Il 13 settembre del 2014, nell’omelia della Messa svoltasi nel Sacrario militare di Redipuglia per ricordare i cento anni dallo scoppio della Prima guerra mondiale, il Papa aveva detto: «Oggi, dopo il secondo fallimento di un’altra guerra mondiale, forse si può parlare di una terza guerra combattuta “a pezzi”, con crimini, massacri, distruzioni…».

«La guerra è una follia – aveva ammonito il Papa –, il suo piano di sviluppo è la distruzione».

E ancora: «Anche oggi le vittime sono tante… Come è possibile questo? È possibile perché anche oggi, dietro le quinte, ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere, e c’è l’industria delle armi».

La condanna della guerra è stata ribadita dal Pontefice il 9 gennaio 2020 parlando agli oltre 180 ambasciatori accreditati presso la Santa Sede.

«La comunità umana – ha detto papa Francesco – porta i segni e le ferite delle guerre succedutesi nel tempo, con crescente capacità distruttiva, e che non cessano di colpire specialmente i più poveri e i più deboli. Purtroppo, il nuovo anno non sembra essere costellato da segni incoraggianti, quanto piuttosto da un inasprirsi di tensioni e violenze».

Quello tra gli Stati Uniti e l’Iran non è l’unico focolaio in cui si scontrano forze militari. Solo in Medio Oriente ci sono scontri militari in Libia, Siria, Irak, Yemen.

In Africa sono in atto conflitti in Burkina Faso, Repubblica Centroafricana, Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo.

In Asia vi sono scontri in Afghanistan, e conflitti con i gruppi fondamentalisti in Birmania-Myanmar, Filippine, Pakistan.

Nelle Americhe sono in corso conflitti contro i gruppi ribelli in Colombia e con i narcotrafficanti in Messico. Situazione di emergenza umanitaria in Venezuela.

In Europa è ancora instabile la situazione sul confine ucraino.

Come parte dei conflitti in atto, sono state applicate sanzioni commerciali a Corea del Nord, Iran, Russia, Siria, Venezuela.

I costi in termini economici e umani della “guerra a pezzi” sono enormi. Basti pensare al conflitto siriano, iniziato nel 2011, che ha causato più di mezzo milione di morti e oltre sei milioni e mezzo di rifugiati.

Se il mondo avesse dato retta agli ammonimenti dei Pontefici, gli enormi danni umani ed economici delle prime due guerre mondiali sarebbero stati evitati.

In un radiomessaggio trasmesso il 24 agosto del 1939, pochi giorni prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, Pio XII ebbe a dire: «Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra. Ritornino gli uomini a comprendersi. Riprendano a trattare. Trattando con buona volontà e con rispetto dei reciproci diritti si accorgeranno che ai sinceri e fattivi negoziati non è mai precluso un onorevole successo».

Nella scia di questi ammonimento profetici, papa Francesco si sta prodigando per costruire una alleanza religiosa mondiale che possa disinnescare i conflitti e costruire un futuro di pace e progresso, volto a realizzare la civiltà dell’amore.

Antonio Gaspari
Direttore Orbisphera
www.orbisphera.org
antonio.gaspari@orbisphera.org

13 gennaio 2020 Indietro

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