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“Libro gate”, la storia controversa di un libro e della sua pubblicazione

Domenica 12 gennaio l’editore francese Le Fayard ha reso noto che stava per pubblicare il libro “Dal profondo dei nostri cuori”, scritto dal cardinale Robert Sarah e dal papa emerito Benedetto XVI. 

Secondo le indiscrezioni del quotidiano francese “Le Figaro”, il libro faceva pesanti pressioni affinché non vi fosse nessuna apertura ad eventuali eccezioni circa il celibato dei sacerdoti. 

La notizia ha suscitato fin dall’inizio notevoli malumori in ambito Vaticano e non solo.

La proposta di ordinare uomini sposati che possano distribuire i sacramenti e assistere le comunità indigene, è stata lungamente discussa al Sinodo speciale sull’Amazzonia.

Presentata in piena e corretta conformità con il diritto canonico, la proposta è stata votata dal Sinodo.

In questo contesto il libro cofirmato da Ratzinger e Sarah è sembrato un pesante e indebito tentativo di condizionare papa Francesco nell’elaborazione dell’Esortazione post sinodale.

Inoltre il coinvolgimento diretto, in maniera pubblica e fragorosa, di Joseph Ratzinger, ha suscitato molti interrogativi circa il comportamento ed il ruolo del Papa emerito. Carica che non ha precedenti nella storia della Chiesa e che non è contemplata nel diritto canonico.

Se a tutto questo si aggiunge che il cardinale Sarah ha avuto contrasti con papa Francesco fin dall’inizio del suo pontificato, ecco che la pubblicazione di questo libro ha alimentato un mare di polemiche.

Ma siamo solo all’inizio di quello che, per la stampa internazionale, è già diventato il “libro gate”.

È successo così che monsignor Georg Ganswein, prefetto della Casa Pontificia e segretario particolare del Papa emerito, ha rilasciato alle agenzie di stampa Kathpress (Austria), Kna (Germania) e Ansa (Italia) una dichiarazione in cui spiega che Joseph Ratzinger «non aveva approvato alcun progetto per un libro a doppia firma, né aveva visto e autorizzato la copertina», e per questo motivo «ha chiesto al cardinale Robert Sarah di contattare gli editori del libro pregandoli di togliere il nome e la foto di Benedetto XVI come coautore del libro stesso, e di togliere la sua firma anche dall’introduzione e dalle conclusioni».

Ganswein ha precisato che «il Papa emerito sapeva che il Cardinale stava preparando un libro e gli aveva inviato un suo breve testo sul sacerdozio autorizzandolo a farne l’uso che voleva». 

«Ma – ha ribadito – non aveva approvato alcun progetto per un libro a doppia firma, né aveva visto e autorizzato la copertina. Si è trattato di un malinteso…».

Le dichiarazioni di Ganswein sono state contestate dal cardinale Sarah, il quale ha scritto in un tweet: «Affermo solennemente che Benedetto XVI sapeva che il nostro progetto avrebbe preso la forma di un libro. Posso dire che abbiamo scambiato più bozze per stabilire le correzioni».

Dopodiché il Porporato ha pubblicato le foto di tre lettere scambiate con Benedetto XVI in cui Ratzinger si dice disponibile a trasmettere i suoi pensieri sul sacerdozio, ma di non essere in grado di redigere un testo teologico.

In una delle missive Ratzinger scrive a Sarah che il testo da lui elaborato «può essere pubblicato nella forma da Lei prevista».

In nessuna missiva, però, Ratzinger parla della pubblicazione di un libro cofirmato con Sarah. Manca inoltre il contratto tra Benedetto XVI e l’editore Le Fayard per definire l’attribuzione dei diritti.

Insomma, un pasticcio in cui non si comprende fino in fondo quali siano le responsabilità dell’uno, dell’altro o di entrambi.

Contravvenendo alla richiesta di Ratzinger, le edizioni Le Fayard hanno pubblicato il volume senza togliere la firma e i testi del Papa emerito. 

Rimane il fatto che un libro, presentato come una chiara iniziativa tendente a influenzare l’Esortazione post sinodale sull’Amazzonia, abbia svelato i tentativi di coloro che cercano in ogni modo di contrastare il pontificato di papa Francesco.

Antonio Gaspari

15 gennaio 2020 Indietro

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