La cultura
dell'incontro

Fra Giampaolo Cavalli spiega il Festival Francescano e l’Economia gentile

La 13a edizione del Festival Francescano inizierà a Bologna il 23 settembre e andrà avanti fino al 26 settembre. 

Per il secondo anno consecutivo si svolgerà in modalità mista: incontri pubblici a Piazza Maggiore a Bologna e collegamenti online per coloro che non possono essere presenti di persona. 

Più di cento gli appuntamenti per discutere e coniugare “L’Economia gentile”, tema di scottante attualità. 

Per avere più notizie sul Festival e sui temi e progetti che verranno discussi e proposti, “Orbisphera” ha intervistato il Presidente della manifestazione: Fra Giampaolo Cavalli.

Nato ad Arzignano (Vicenza), Giampaolo Cavalli è diventato frate nel 1984 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 2007 ha svolto le funzioni di Preside dello Studio Teologico S. Bernardino e di Guardiano della Comunità del Convento di San Bernardino a Verona. Dal 2016 è Direttore dell’Antoniano di Bologna e dal 2017 Presidente del Festival Francescano.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival Francescano lei ha sostenuto che le celebrazioni per la beatificazione di don Giovanni Fornasini ben s’inseriscono all’interno di un Festival che provoca a ripensare l’economia, partendo dal concetto di povertà. Può spiegarci qual è il filo conduttore che tiene insieme don Fornasini, il tema della povertà e il Festival Francescano?

Nella medesima conferenza stampa si è ricordato che don Giovanni Fornasini non dimenticava mai di portare ai suoi fedeli il pane fatto in casa dalla madre e alcuni dolcetti per i bambini. Questa è una simbologia forte, che rimanda a una dimensione molto concreta dell’operare il bene. La stessa concretezza che vediamo nella Famiglia Francescana, pronta a mettersi all’ascolto delle situazioni di fragilità, anche economica, delle persone; basti pensare alle mense per i poveri, come l’Opera San Francesco di Milano o la Mensa Padre Ernesto dell’Antoniano di Bologna.

Può aiutarci a comprendere che cosa s’intende per “Economia gentile”, che è il tema del Festival, e come questa possa risolvere il problema delle diseguaglianze e rendere virtuosi e proficui i progetti di inclusione lavorativa e sociale?

Il tema “Economia gentile. Il mondo è di tutti” si inserisce nel solco ormai consolidato dell’economia civile. Per promuovere l’impegno di tutti coloro che credono in un’economia diversa rispetto a quella attuale, che genera troppi effetti collaterali negativi. Una nuova economia che bisogna costruire con convinzione e tempestività. 

Il messaggio, da questo punto di vista, è che “la gentilezza rende”. Rendono i rapporti con tutti i portatori di interesse e non solo con gli azionisti; rendono i rapporti di cura e attenzione con tutte le persone che lavorano nelle imprese e nelle organizzazioni di varia natura; rende investire in tecnologie “green” che siano avanzate e sobrie; rende ascoltare i territori e i suggerimenti provenienti “dal basso”; rende ridurre le disuguaglianze in quanto innesca processi di crescita basati su comunità più coese e solidali. Già oggi una “economia gentile”, una economia più a misura d’uomo, si dimostra capace di affrontare il futuro e di produrre più innovazione e lavoro.

Sorella povertà e cura del creato sono già presenti in San Francesco d’Assisi. Oggi questi temi sono di scottante attualità, al punto che Papa Francesco ha scritto e pubblicato due encicliche in proposito: Laudato si’ e Fratelli tutti. In che modo il Festival coniugherà gli insegnamenti di San Francesco d’Assisi con le encicliche di Papa Francesco?

L’ascolto del “grido dell’uomo e della terra” richiede interventi indifferibili a salvaguardia dell’ambiente, che avranno poi ricadute positive anche sulle condizioni socio-economiche di milioni di persone. L’Economia gentile è anche permeabile alla diversità dei contributi che possono provenire da persone con storie e culture molto variegate. Nella convinzione che il sentire e le competenze “locali” possano essere valorizzate, e non minacciate, dal contatto con i contributi di persone provenienti dall’estero: dando vita, a loro volta, a forme di contaminazione fraterne e generative, come a più riprese suggerito dall’enciclica Fratelli tutti.

Tra le conferenze che si concentreranno più nello specifico di queste tematiche, vorrei segnalare:

- Fare impresa non è facile (venerdì 24 settembre ore 15.00), con Giulio Romagnoli, Guglielmo Garagnani, Stefano Landi, Mauro Lusetti. Moderano Marco Asselle e Andrea Piccaluga.

- Tutto è connesso (venerdì 24 settembre ore 16.30), con Vincenzo Balzani, Giuseppe Buffon, Nicoletta Maffini.

- Il mondo è davvero di tutti? (sabato 25 settembre ore 11.30), con Alex Zanotelli e Paolo Lambruschi.

- Benedetta povertà (sabato 25 settembre ore 15.00), con Erio Castellucci e Massimo Mamoli.

- Portfolio Italia (domenica 26 settembre ore 11.30), con Massimo Baldini, Marco Pagniello, Patrizia Luongo, Marcello Longhi.


Intervista a cura di Antonio Gaspari
Direttore Orbisphera
www.orbisphera.org
antonio.gaspari@orbisphera.org

20 settembre 2021 Indietro

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