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Cresce e si diffonde l’utilizzo dell’ozonoterapia in Benin

«L’ozonoterapia è una pratica preziosa, fornisce ottimi risultati, non è costosa né pericolosa ed è sempre efficace…». 

Lo ha affermato Fra Fiorenzo Priuli, medico chirurgo dell’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio - Fatebenefratelli, missionario in Africa da 48 anni. Da 35 anni dirige l’Ospedale St. Jean de Dieu di Tanguiéta, in Benin.

Fra Fiorenzo è una persona di enorme spessore umano e professionale. Era un infermiere quando, 51 anni fa, arrivò nel Benin e a Togo per aiutare i malati, i poveri e gli emarginati. Imparò a fare il chirurgo prima ancora di conseguire la laurea in medicina.

Priuli è stato il primo ad operare i poliomielitici paralizzati alle gambe e a farli camminare di nuovo: negli anni ‘90 ne operava ben 300 l’anno. Si è distinto nelle operazioni sui malati colpiti dall’Ulcera del Buruli, una terribile infezione della pelle che colpisce soprattutto i bambini e che veniva curata con l’amputazione degli arti.

Per questa malattia, che ora si cura con l’ozonoterapia, dal 1992 al 2002 Priuli è stato nominato esperto dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). E dal 2004, sempre come esperto OMS, Fra Fiorenzo porta avanti un progetto di cura e prevenzione per i malati di HIV e AIDS.

Nell’ultimo decennio, l’Ospedale di Tanguiéta è stato incaricato di svolgere attività di medicina preventiva sul territorio con campagne di vaccinazioni contro tetano, poliomielite, morbillo e meningite. Ed è diventato Ospedale di riferimento dell’OMS per quell’area dell’Africa.

Grazie alla sua instancabile e proficua attività, l’Ospedale è passato dagli 82 posti letto iniziali agli attuali 415.

La fama di Fra Fiorenzo è tale che vengono a farsi curare da lui pazienti dal Burkina Faso, dal Niger e dal Togo.

Per le sue attività di medico e missionario, Fra Fiorenzo ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui, nel 2002, l’onorificenza della Legion d’Onore da parte del Presidente francese; nel 2004 il Premio “Cuore amico” a Brescia; e nel 2019, a Roma, il Premio “Franco Cuomo”, intitolato allo scrittore, giornalista e drammaturgo scomparso nel 2007.

Per spiegare come e quanto l’ozonoterapia sia praticata e diffusa in Benin, Fra Fiorenzo ha raccontato a “Orbisphera” che è attualmente in corso un progetto promosso dal Rotary Club di Rodengo Abbazia, accolto e finanziato dal “Global Grant” della Rotary Foundation, per sostenere gli sviluppi applicativi dell’ozono. 

Il progetto prevede: la fornitura (già avvenuta) di apparecchiature medicali per la produzione di ozono; la formazione del personale sanitario locale sulle indicazioni terapeutiche e sui protocolli di utilizzo dell’ozonoterapia per la cura di diverse patologie; l’addestramento di un tecnico addetto alla manutenzione delle apparecchiature.

Ha precisato Fra Priuli che, nell’ambito del progetto, le macchine non sono destinate solo all’Ospedale di Tanguietà ma anche ad alcuni centri ospedalieri dell’associazione AMCES Bénin (Association des Oeuvres Médicales Privées Confessionnelles et Sociales), che è l’associazione delle opere confessionali a scopo non lucrativo del Benin.

L’AMCES è una associazione di ospedali e centri medici diretti da cattolici, protestanti e musulmani, insieme ad associazioni e ONG, avente lo scopo di integrare il settore sanitario privato senza scopo di lucro nel sistema sanitario del Benin, al fine di accogliere e curare la popolazione e in particolare le persone più svantaggiate.

La Repubblica del Benin è un Paese vasto tre volte la superficie del Belgio, con una popolazione di circa 12.400.000 persone. Nella sua Costituzione sono indicati gli ideali di “Fraternità, Giustizia e Lavoro”.

Insieme alle macchine già consegnate ai vari ospedali, vengono formati i medici e il personale sanitario affinché possano utilizzare l’ozonoterapia che Fra Priuli trova «preziosa come l’oro».

In questo momento – ha spiegato Fra Fiorenzo – sono già quattro gli ospedali (tra cui uno universitario) che stanno introducendo e utilizzando l’ozonoterapia.

Ha precisato Priuli che, a Tanguiéta, l’ozonoterapia è in uso da vent’anni con «risultati molto soddisfacenti».

Fra Fiorenzo ha inoltre raccontato di aver conosciuto l’ozonoterapia nella sede dell’OMS a Ginevra, quando partecipava alle riunioni relative alla cura dell’Ulcera del Buruli, nella quale l’Ospedale di Tanguiéta era specializzato.

A partire da quel momento a Tanguiéta venne ampliato il raggio d’azione dell’ozonoterapia con risultati – ha sottolineato Fra Fiorenzo – «costantemente buoni, e a volte miracolosi».

Tra le tante guarigioni, Fra Fiorenzo ha ricordato quella di un giovane di 26 anni che, a causa di un incidente, aveva subito un grave trauma cranico perdendo completamente l’uso dell’udito.

Per cercare una cura, quel giovane si rivolse all’Ospedale di Tanguiéta, dove gli venne praticata l’ossigeno ozono terapia tramite grande autoemoinfusione (GAEI).

Ebbene, lo stupore fu grande quando, già alla seconda seduta di ozono, il giovane aveva riacquistato completamente l’udito.

La stessa terapia è stata praticata ad una giovane ragazza di 19 anni che era diventata sorda a causa di una malattia infettiva. Alcuni specialisti belgi l’avevano visitata e, a loro avviso, l’unica soluzione era quella di adottare un apparecchio acustico per poter recuperare un po’ di udito. L’apparecchio in questione arrivò con un mese di ritardo. Nel frattempo la ragazza era stata sottoposta ad alcune sedute di ozonoterapia e, quando l’apparecchio arrivò a destinazione, non ne aveva più bisogno perché aveva riacquistato l’udito.

«Da allora – ha affermato Fra Priuli – utilizziamo regolarmente l’ozonoterapia nei casi di infezioni vascolari, come embolie o emorragie craniche, e abbiamo la netta impressione che l’ozono sia di grande aiuto nel riparare i danni legati a traumi e problemi vascolari».

Secondo l’esperienza dei medici che lavorano a Tanguiéta, l’ozonoterapia funziona molto bene anche nel curare diverse forme di ischemia.

Ha raccontato Fra Priuli: «Mi ricordo di un giovane a cui avevamo amputato una gamba, dopo tre mesi di inutili tentativi, perché soffriva di atroci dolori. È tornato dopo sette-otto anni lamentando gli stessi dolori sull’altra gamba. Il dolore era così forte che ci ha chiesto di amputargli la gamba rimasta. Ebbene, prima di prendere una decisione, gli abbiamo chiesto di provare a fare alcune sedute di ozonoterapia. Dopo la seconda seduta, il giovane, che era ormai un quarantenne padre di famiglia, se ne è tornato al suo villaggio con la gamba risanata».

Ha ribadito Priuli: «Gli effetti dell’ozonoterapia sono eccellenti in molti casi, va benissimo nel curare le forme ulcerative della pelle, per le malattie metaboliche e nei casi di malattie infettive. È molto efficace nella cura delle epatiti e della tubercolosi. Noi la usiamo anche per migliorare le condizioni di salute dei pazienti affetti da HIV, nelle emorragie craniche e nella cura delle infezioni. Ed è risolutiva nella cura del tunnel carpale, del dito a scatto, nelle gonartrosi, nelle gonartriti e nelle ernie discali…».

«L’ozonoterapia è così efficace – ha sottolineato Fra Fiorenzo – che, per realizzare il mio sogno di portarla nel reparto di pediatria, avrei bisogno di altre due macchine medicali per la produzione di ozono».

In previsione del nuovo anno, Fra Fiorenzo ha concluso: «Chiedo al Signore un po’ di tempo per far conoscere e diffondere la pratica dell’ozonoterapia».

PER CONOSCERE IL PROGETTO SOSTENUTO DALLA FONDAZIONE ROTARY:



PER INFORMAZIONI E AIUTI ALL’OSPEDALE ST. JEAN DE DIEU DI TANGUIÉTA, IN BENIN:


Antonio Gaspari
Direttore Orbisphera
www.orbisphera.org
antonio.gaspari@orbisphera.org

29 dicembre 2021 Indietro

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